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MATTONI DI PLASTICA PDF Stampa E-mail
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area news - sostenibilità
Venerdì 19 Marzo 2010 12:33

Le case del futuro potranno essere fatte con componenti di plastica riciclata, mattoni fatti con scarti provenienti dalla raccolta differenziata della plastica: i rifiuti dei rifiuti della metropoli, grazie alle tecnologie nate dalla ricerca  sui materiali, possono venire riutilizzati per costruire i palazzi della nuova città. Questo in sintesi il tema di un lavoro di ricerca dell'architetto Alessia Guarnaccia, realizzato presso il Dipartimento di pprogettazione urbana e urbanistica della Università Federico II di Napoli.

L'edilizia si conferma così la frontiera della nascente green economy, il territorio di confine sul quale si gioca  oggi la partita che vede al centro la sostenibilità del nostro futuro. "Il mio obiettivo era indagare la possibilità di riutilizzo e collocazione su un mercato dai grandi numeri come quello dell'edilizia, di un materiale ingombrante, a vario titolo inquinante e molto, troppo diffuso: le plastiche miste, scarti della raccolta differenziata, che attualmente vengono soltanto incenerite con notevole dispendio di soldi e abbondanza di emissioni nocive di gas serra", ha detto l'architetto, "da questo lavoro condotto in collaborazione con alcuni partner industriali, tra cui il Consorzio per la raccolta e il riciclo di imballaggi in plastica, e le società Erreplast e Laminam, è nato Eco-Plasbrik, un nuovo componente edilizio ecosostenibile, realizzato con l'impiego di rifiuti di plastica non riciclabili tradizionalmente e materiali ceramici, che assume la forma di un pannello sandwich costituito da un core di polimeri compressi tra due strati sottilissimi (solo 3mm) di gres porecellanato".

Il progetto esposto all'interno del Laboratorio di Architettura del Made Expo di Milano, deve il suo successo al fatto di aver risolto l'adesione del core del pannello con i due strati di ceramica senza l'ausilio di collanti nè resine, così da contribuire al bilancio complessivo della eco-sostenibilità del copmponente e costituire un fattore positivo nella valutazione del suo ciclo di vita.

Un'altra questione da non sottovalutare è rappresentata dalla scelta di utilizzare un materiale della tradizione come la ceramica, con connotazioni innovative: un materiale classico che avrà, probabilmente, più opportunità di essere impiegato in un settore antico come quello dell'edilizia.

Il prototipo innovativo realizzato da Alessia Guarnaccia si presenta esteticamente molto gradevole per via della sua pelle che lo rende adatto per la realizzazione, all'interno degli edifici, di moduli per pavimenti galleggianti  e pareti mobili, e all'esterno per pannelli di facciate o pareti ventilate. Sistemi costruttivi che rientrano nelle facciate continue e che stanno avendo e si prevede avranno un forte incremento grazie ai grandi interventi urbanistici nelle aree metropolitane dei prossimi anni.

"Importante è stato l'approccio interdisciplinare e la collaborazione con due aziende attive nel settore del recupero della plastica e dei materiali ceramici" ha affermato, "l'assenza di adesivi è stata compensata sfruttando l'azione combionata di calore e pressione sulle plastiche miste. In un metro quadro di pannello entrano circa 3-4 chili di scarti e con questa tecnica si possono realizzare si apiastrelle di 30 centimetri che pannelli di 3 metri per un metro.

Stiamo brevettando il prototipo e studiando la possibilità di realizzare dei nuovi sandwich utilizzando dei stratidi legno e di alluminio, materiali pregiati che li renderebbero ancora più gradevoli per usi interni ed esterni".

Carlo Arcari

Fonte: www.italiaoggi.it - 17 febbraio 2010

 

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