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| area news - rifiuti |
| Mercoledì 27 Gennaio 2010 09:25 |
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Nella Silicon Valley vince il coinvolgimento dei cittadini Se partecipa tutta la comunità si diventa più verdi. È questo l’ingrediente segreto della ricetta studiata da GreenCitizen.com, una associazione nata nel settore del riciclo di materiale proveniente da prodotti del settore Ict: computer, monitor, telefoni cellulari e altre componenti digitali che sono diventate parte della nostra moderna vita informatica e super-connessa di tutti i giorni. Il business di Green Citizen è nato ovviamente tra San Francisco e la Silicon Valley, perché non solo da là nascono le idee e i progetti dietro alla maggior parte dei prodotti elettronici (realizzati poi prevalentemente in Asia, da terzisti taiwanesi e cinesi), ma anche perché c'è una delle più elevate concentrazioni di utenti e consumatori al mondo per questo tipo di prodotti. E una lunga tradizione di associazioni e comitati cittadini, che hanno segnato soprattutto a San Francisco la vita collettiva sin dalla fine dell'Ottocento. Dopo la poesia beat, la generazione del "flower power" e infine la nascita delle biciclettate di "critical mass", Frisco adesso partorisce anche l'idea del riciclaggio "social", in cui è l'aspetto sociale a coinvolgere i cittadini delle piccole comunità di quartiere o delle aree residenziali e creare un circolo virtuoso in cui tutti gli utenti dell'area riciclano con attenzione e puntualità gli apparecchi e le componenti estremamente costose dei loro cellulari, stampanti e computer. Il lavoro richiede infatti una attenzione capillare e lo sforzo di suddividere le differenti tipologie di apparecchi elettronici a monte, altrimenti diventa impossibile separare plastica da silicio, pannelli a cristalli liquidi da rame e cablature varie. L'approccio di Green Citizen per arrivare al risultato di azzerare l'impatto dei rifiuti ambientali delle nuove tecnologie nell'area della Silicon Valley è l'opposto rispetto a quello di molte associazioni analoghe. Mentre solitamente le non-profit chiedono contributi nelle comunità, sia alle aziende che ai cittadini e alle istituzioni, e poi lavorano con un gruppo ristretto di volontari al processo materiale della raccolta e del compostaggio, Green Citizen invece poggia totalmente sul concetto di responsabilità da parte dei membri delle comunità e ha l'obiettivo di coinvolgerli tutti attivamente nel lavoro di raccolta e avvio al riciclaggio dei rifiuti. L'idea alla base di questo approccio è che il problema dell'ambiente e del suo rapporto con i rifiuti elettronici sia patrimonio di tutti, e soprattutto che sia risolvibile solo con il coinvolgimento diretto di tutti. Altrimenti, i 400 milioni di pezzi che ogni anno negli Usa vengono avviati alle discariche - e che quest'anno potrebbero diventare sino a tre miliardi nel mondo – impatteranno direttamente sull'ambiente. La Silicon Valley porta segnato nel territorio l’impatto di sessant'anni di industrializzazione e di consumo degli apparecchi elettrici ed elettronici. Un territorio che un tempo era una delle più fertili aree degli Stati Uniti, tanto da essere chiamata originariamente dai coloni spagnoli e poi da quelli americani "Fruit Valley", rinomata per le piante da frutto e in particolare per gli agrumeti. Green Citizen oggi vuole prendersi cura al cento per cento dei processi di riciclaggio. Per questo fa attenzione anche a una serie di aspetti più "tecnologici", oltre a coordinare gli sforzi, gestire una parte dei trasporti e aver realizzato i tre centri per il riciclaggio a San Francisco, Palo Alto e Burlingame. Infatti, gli addetti dell'associazione forniscono consulenza non solo su quali tipi di materiale devono essere smaltiti e come organizzarsi per riciclarli al meglio, ma anche come essere sicuri che le proprie informazioni siano tolte in modo sicuro dagli apparecchi stessi. Questo vuol dire cancellare i dischi rigidi in maniera tale che non possano essere più recuperati i dati, ma anche assicurarsi di aver salvato le password e l'accesso ai dati per uso futuro. E di aver "de-autenticato" i computer registrati a nome dell'utente per servizi come ad esempio la musica di iTunes o prodotti come Windows e Office di Microsoft. Anche questo fa parte delle strategie per far partecipare le comunità al grande progetto di un'informatica responsabile. Nella Silicon Valley la parola d'ordine è «coinvolgimento dei cittadini», nella logica che «ognuno deve fare la sua parte» e presto questo stesso messaggio verrà esportato anche all'estero. Il sogno dei fondatori dell'organizzazione-sarebbe infatti non solo quello di riuscire a far espandere l'organizzazione (o altre entità affiliate) negli Usa, ma anche di creare delle buone prassi che possano essere utilizzate anche all'estero. E magari un giorno arrivare sino in Cina e Taiwan, dove si producono gli apparecchi, per ottenere la massima collaborazione lungo tutta la filiera. Antonio Dini Fonte: Il Sole 24 ore - 25 gennaio 2010 |








