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area news - sostenibilità
Mercoledì 27 Gennaio 2010 07:38

L’aeroporto di San Francisco ha superato i target di Kyoto: ora punta al carbon-neutral

ph_home_billboardAll'aeroporto di San Francisco i voli non si calcolano solo in dollari e minuti, ma anche in CO2. Sfo è uno dei 30 più frequentati del mondo, ma questa "porta sul Pacifico" degli Usa, utilizzata ogni anno da 38 milioni di passeggeri, è anche lo scalo con minor impatto ambientale del Nord America e uno dei quattro più verdi del mondo insieme a Vienna, Singapore e Copenhagen.

L'ultima iniziativa per abbattere il suo impatto ambientale è il "Climate passport", un programma di carbon offset che permette a ogni passeggero di pagare direttamente per le emissioni prodotte dal suoi spostamenti, attraverso dei terminali azzurri collocati nei terminaI. Volare da Sfo a Malpensa produce circa 4 tonnellate di anidride carbonica, equivalenti a 52 dollari.

L'iniziativa potrebbe sembrare marketing spicciolo se non facesse parte di un ampio e costante impegno di quest'azienda controllata dalla città di San Francisco (e con i conti in attivo!) che ha già superato i target di Kyoto e di Copenhagen. Entro il 2017, Sfo intende abbattere le proprie emissioni a 46.291 tonnellate di CO, l'anno, 25% in meno rispetto al 1990, arrivando all'80% entro il 2050 (12.344 ton/anno). «Il climate passport è solo una delle azioni del nostro Piano d'azione per il clima -sottolinea il vicedirettore lvar Satero- perché gli abbattimenti più consistenti contiamo di attenerli attraverso gli interventi sull'infrastruttura e la rete di trasporti».

Il nuovo TerminaI 2 è stato sviluppato secondo gli standard Leed che gli permettono di sfruttare al meglio la luce naturale e il naturale ricircolo dell'aria tagliando i costi di condizionamento e ha visto l'installazione di 4.645 metri quadrati di pannelli solari. «L'obiettivo è diventare un aeroporto completamente carbon-neutral - spiega Satero -, un traguardo che ci è imposto dall'amministrazione della città che controlla la società e che è condiviso sia dal sindaco Gavin Newsom sia dai cittadini».

L'aeroporto californiano ha anche investito massicciamente nello sviluppo della rete di trasporto pubblico, che oggi lo collega alla città e a tutta la Bay area molto più rapidamente del trasporto su gomma. Una scelta che, a conti fatti, permette già di risparmiare 1.251 tonnellate di benzina l'anno con un beneficio di oltre 5 milioni di dollari nell'arco dei prossimi dieci anni.

Eper chi proprio non vuole o non può rinunciare all'indipendenza delle quattro ruote, c'è un incoraggiamento a scegliere un'auto ibrida. Nei "rent-acar" all'uscita dei terminaI le "verdi" come la Honda Civic Hybrid, Nissan Altima Hybrid o la Toyota Prius, si affittano a 15 dollari in meno rispetto ai veicoli tradizionali della stessa classe. Merito di un incentivo pagato dall'aeroporto alle compagnie di noleggio che in questo modo possono offrire prezzi più competitivi senza intaccare i propri margini. Siamo avvantaggiati perché oltre il 20% della nostra energia viene già da fonti idroelettriche quindi senza emissioni - osserva Satero - ma nei prossimi anni dovremo mettere in campo nuove soluzioni per raggiungere gli obiettivi che ci siamo fissati, cominciando anche a proporre nuovi combustibili verdi per gli aerei».

Al taglio delle emissioni lavora anche il trasporto marittimo, responsabile, con i grandi cargo, della circolazione di oltre l'80% delle merci mondiali e rappresenta oltre il 4% delle emissioni globali di CO, e soprattutto emissioni di zolfo tre volte più alte rispetto al trasporto terrestre.

Prima che ai combustibili verdi, molti guardano all'energia più antica del mondo: il vento. Come? Con la Sky-Sail, un'ala simile a quella dei parapendii concepita da Stephen Wrage, che si fissa al ponte di prua. Con questo sistema sono state già equipaggiate due portacontainer e l'obiettivo è trasformarne 1.500 entro il 2015, con un risparmio complessivo di 146 milioni di CO, all'anno.

Che lezione arriva dai casi citati? Una, molto semplice, valida anche per l'ltalia: le infrastrutture di oggi saranno usate per molti anni a venire. Vanno pianificate nell’otica di un’evoluzione degli standard più alti del settore. Bisogna giocare al rialzo. Le normative possono diventare solo più stringenti, in tema di riduzione delle emissioni. E gli incentivi pubblici andranno per quel filone di ristrutturazioni e nuove costruzioni. Tanto vale pianificare subito in un’ottica di sviluppo sostenibile. Per risparmiare. Per preservare l’azienda da restrizioni future. Per la salute dei clienti del pianeta, perché no. Proprio come hanno scelto di fare l’aeroporto di san Francisco e la Sky-Sail.

Info: www.flysfo.com

Fonte: Il Sole 24 Ore - 25 gennaio 2010

 
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