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area tecnologie - rifiuti
Il principio del processo si basa su un’azione di compattazione e simultaneo riscaldamento che converte i rifiuti in manufatti di forma prismatica, caratterizzati da un ridotto tenore di umidità.La compattazione è realizzata mediante presse a pistone, azionate da un circuito oleodinamico, che imprimono uno schiacciamento dei rifiuti secondo due assi tra loro ortogonali con pressioni che possono arrivare fino a 350 bar. La camera di compressione viene riscaldata con olio diatermico fino a temperature di circa 180°C; al termine della compressione i rifiuti vengono fatti avanzare lungo la camera fino ad una ghigliottina che taglia il manufatto compresso ad una lunghezza predefinita. La sezione del manufatto è a forma di settore circolare. Il manufatto finale è caratterizzato da un’elevata densità (fino a 1.700 kg/m3) e presenta un tenore ridotto di umidità.I vapori e i gas che si liberano durante il processo vengono convogliati ad un sistema di trattamento a biofiltri.
Il trattamento di termo-presso-essiccazione è stato messo a punto per il trattamento di RUR, allo scopo di ottenere una drastica riduzione volumetrica accoppiata ad una disidratazione spinta.Attualmente è stata realizzata un’unica unità impiantistica, in scala prototipale, a cura della CMA srl, installata presso la discarica di Imola (BO) in grado di trattare tra le 45 e le 90 t/g di RUR con consumi energetici fino a 120 kWh/t; tale impianto non è mai entrato in esercizio.
L’applicazione della termo-presso-essiccazione consente di ottenere un materiale trattato che non dovrebbe mostrare alcun segno di attività biologica. Da un punto di vista tecnico il prodotto ottenuto tramite termo-presso-essiccazione si configura allo stesso modo di un materiale bioessiccato e, come tale, necessita di un processo di digestione aerobica per la completa biodegradazione della sua frazione organica.
Testiq ENEA – Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti urbani in Italia (2010)

DESCRIZIONE

Il principio del processo della TERMO-PRESSO-ESSICCAZIONE si basa su un’azione di compattazione e simultaneo riscaldamento che converte i rifiuti in manufatti di forma prismatica, caratterizzati da un ridotto tenore di umidità.

La compattazione è realizzata mediante presse a pistone, azionate da un circuito oleodinamico, che imprimono uno schiacciamento dei rifiuti secondo due assi tra loro ortogonali con pressioni che possono arrivare fino a 350 bar.

La camera di compressione viene riscaldata con olio diatermico fino a temperature di circa 180°C; al termine della compressione i rifiuti vengono fatti avanzare lungo la camera fino ad una ghigliottina che taglia il manufatto compresso ad una lunghezza predefinita. La sezione del manufatto è a forma di settore circolare.

Il manufatto finale è caratterizzato da un’elevata densità (fino a 1.700 kg/m3) e presenta un tenore ridotto di umidità.I vapori e i gas che si liberano durante il processo vengono convogliati ad un sistema di trattamento a biofiltri.

APPLICAZIONI

Il trattamento di termo-presso-essiccazione è stato messo a punto per il trattamento di RUR, allo scopo di ottenere una drastica riduzione volumetrica accoppiata ad una disidratazione spinta.

Attualmente è stata realizzata un’unica unità impiantistica, in scala prototipale, a cura della CMA srl, installata presso la discarica di Imola (BO) in grado di trattare tra le 45 e le 90 t/g di RUR con consumi energetici fino a 120 kWh/t; tale impianto non è mai entrato in esercizio.

NOTE

L’applicazione della termo-presso-essiccazione consente di ottenere un materiale trattato che non dovrebbe mostrare alcun segno di attività biologica. Da un punto di vista tecnico il prodotto ottenuto tramite termo-presso-essiccazione si configura allo stesso modo di un materiale bioessiccato e, come tale, necessita di un processo di digestione aerobica per la completa biodegradazione della sua frazione organica.

BIBLIOGRAFIA

Testi

  • ENEA–FEDERAMBIENTE, Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti urbani in Italia, 2010
 
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