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La commissione ambiente del Senato ha approvato lo scorso 14 luglio un ordine del giorno (AS 2257) con il quale il Parlamento ha impegnato il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per garantire il funzionamento dei centri di raccolta (Cdr) comunali e intercomunali di rifiuti urbani e assimilati, anche attraverso una proroga del termine di adeguamento al Dm 8 aprile 2008, scaduto il 30 giugno 2010.
L'adeguamento dei Cdr comporta lunghi tempi di esecuzione materiale, aggravati dai vincoli di spesa per gli enti locali che ritardano lo stanziamento di risorse economiche. Il 18 giugno è diventato operativo l'obbligo per i distributori di ritirare gratuitamente i Raee al momento dell'acquisto di un'apparecchiatura nuova. I relativi conferimenti condurranno a un sensibile aumento delle quantità di Raee raccolti e renderanno indispensabile poter disporre di una rete di Cdr comunali adeguata. I centri adeguati, invece, sono pochi; potrebbero quindi profilarsi interruzioni del servizio di raccolta sia per i Raee domestici che per le altre tipologie di rifiuti urbani. Alla chiusura dei Cdr seguirebbero inevitabili abbandoni e depositi incontrollati di rifiuti con ovvi rischi per tutti.
La proroga sarebbe dunque opportuna e potrebbe essere l'occasione per "aggiustare il tiro" normativo. Infatti, il sistema che sottende ai Cdr appare problematico perché i due Dm (8 aprile 2008 e 65/2010) si intersecano e la disciplina non è coordinata. Il Dm 8 aprile 2008 ha dato esecuzione all'articolo 183, comma 1, lettera cc), Dlgs 152/2006 (Codice ambientale), attraverso il quale il Cdr comunale si è trasformato da stoccaggio a momento della raccolta. Quindi, a parte l'iscrizione all'Albo gestori ambientali, non è richiesta alcuna autorizzazione. Tale Dm, però, rischia di creare confusione sui Cdr che accettano i Raee domestici conferiti dalla distribuzione ( di cui al Dm 65/2010).
La proroga potrebbe anche essere l'occasione non solo per chiarire il regime amministrativo ma anche per far sì che i 3.500 chili di Raee domestici raccolti dalla distribuzione non siano più considerati come quantità massima dello “stoccaggio” complessivo del distributore, bensì per ciascun raggruppamento previsto dalla disciplina Raee (sono cinque) per massimizzare i flussi.
P. Fi.
La commissione ambiente del Senato ha approvato lo scorso 14 luglio un ordine del giorno (AS 2257) con il quale il Parlamento ha impegnato il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per garantire il funzionamento dei centri di raccolta (Cdr) comunali e intercomunali di rifiuti urbani e assimilati, anche attraverso una proroga del termine di adeguamento al Dm 8 aprile 2008, scaduto il 30 giugno 2010.
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