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Rifiuti elettrici: pochi centri per la raccolta PDF Stampa E-mail
rifiuti
Giovedì 02 Settembre 2010 10:10
La commissione ambiente del Senato ha approvato lo scorso 14 luglio un ordine del giorno (AS 2257) con il quale il Parlamento ha impegnato il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per garantire il funzionamento dei centri di raccolta (Cdr) comunali e intercomunali di rifiuti urbani e assimilati, anche attraverso una proroga del termine di adeguamento al Dm 8 aprile 2008, scaduto il 30 giugno 2010.
L'adeguamento dei Cdr comporta lunghi tempi di esecuzione materiale, aggravati dai vincoli di spesa per gli enti locali che ritardano lo stanziamento di risorse economiche. Il 18 giugno è diventato operativo l'obbligo per i distributori di ritirare gratuitamente i Raee al momento dell'acquisto di un'apparecchiatura nuova. I relativi conferimenti condurranno a un sensibile aumento delle quantità di Raee raccolti e renderanno indispensabile poter disporre di una rete di Cdr comunali adeguata. I centri adeguati, invece, sono pochi; potrebbero quindi profilarsi interruzioni del servizio di raccolta sia per i Raee domestici che per le altre tipologie di rifiuti urbani. Alla chiusura dei Cdr seguirebbero inevitabili abbandoni e depositi incontrollati di rifiuti con ovvi rischi per tutti.
La proroga sarebbe dunque opportuna e potrebbe essere l'occasione per "aggiustare il tiro" normativo. Infatti, il sistema che sottende ai Cdr appare problematico perché i due Dm (8 aprile 2008 e 65/2010) si intersecano e la disciplina non è coordinata. Il Dm 8 aprile 2008 ha dato esecuzione all'articolo 183, comma 1, lettera cc), Dlgs 152/2006 (Codice ambientale), attraverso il quale il Cdr comunale si è trasformato da stoccaggio a momento della raccolta. Quindi, a parte l'iscrizione all'Albo gestori ambientali, non è richiesta alcuna autorizzazione. Tale Dm, però, rischia di creare confusione sui Cdr che accettano i Raee domestici conferiti dalla distribuzione ( di cui al Dm 65/2010).
La proroga potrebbe anche essere l'occasione non solo per chiarire il regime amministrativo ma anche per far sì che i 3.500 chili di Raee domestici raccolti dalla distribuzione non siano più considerati come quantità massima dello “stoccaggio” complessivo del distributore, bensì per ciascun raggruppamento previsto dalla disciplina Raee (sono cinque) per massimizzare i flussi.
P. Fi.
La commissione ambiente del Senato ha approvato lo scorso 14 luglio un ordine del giorno (AS 2257) con il quale il Parlamento ha impegnato il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per garantire il funzionamento dei centri di raccolta (Cdr) comunali e intercomunali di rifiuti urbani e assimilati, anche attraverso una proroga del termine di adeguamento al Dm 8 aprile 2008, scaduto il 30 giugno 2010.
 
A Brindisi maxi-polo dell'Enel nel solare PDF Stampa E-mail
energia
Mercoledì 01 Settembre 2010 10:00
Enel green power, società Enel per le energie rinnovabili, vuole costruire in Puglia il più grande impianto fotovoltaico d'Italia e uno dei più grandi di Europa. È stata chiesta la valutazione di impatto ambientale alla Provincia di Brindisi per il progetto di realizzare nella centrale Enel «Federico II» di Cerano un impianto solare da 71,64 megawatt (attualmente il più grande in esercizio in Italia è da 28 mw, a Montalto).
L'impianto sarà costruito lungo i terreni adiacenti il nastro trasportatore utilizzato per far giungere il carbone dal porto alla centrale di Cerano, uno degli impianti Enel più importanti d'Italia (alimentata a carbone ed ha una potenza installata di circa 3 mila mw).
L'impianto sarà realizzato in parte a terra ed in parte su serre agricole:i possibili principali impatti – si legge nell'avviso pubblicato dalla società su alcuni quotidiani – riguardano l'impatto visivo degli impianti, la riduzione di disponibilità di terreno agricolo, e l'incidenza sul parco regionale Saline di Punta della Contessa.
Enel green power, che questa settimana ha già annunciatol'avvio produttivo di un campo eolico nella regione francese dello Champagne della potenza di 24 mw, ha una capacità installata di circa 5.700 mw, con un mix di fonti che comprende l'eolico, il solare, l'idroelettrico, il geotermico e le biomasse, e una pipeline di sviluppo di circa 31.000 mw.Attualmente, gli impianti operativi e i progetti in stato di avanzato sviluppo sono collocati in 16 paesi in Europa e nel continente americano.
Fulvio Conti, a.d. Enel, ha confermato in occasione della presentazione della semestrale del gruppo l'intenzione di quotare in Borsa il 30% di Enel green power. Lo sbarco in borsa è previsto per fine ottobre e nei giorni scorsi è stato definito il consorzio di collocamento. Mediobanca (già consulente e advisor finanziario di Enel), Intesa Sanpaolo, Goldman Sachs e Credit Suisse agiranno nella doppia veste di bookrunner e global coordinator dell'operazione. Altri sei istituti sono stati selezionati invece come bookrunner: si tratta di Unicredit, Morgan Stanley.
R. E.
Enel green power, società Enel per le energie rinnovabili, vuole costruire in Puglia il più grande impianto fotovoltaico d'Italia e uno dei più grandi di Europa. È stata chiesta la valutazione di impatto ambientale alla Provincia di Brindisi per il progetto di realizzare nella centrale Enel «Federico II» di Cerano un impianto solare da 71,64 megawatt (attualmente il più grande in esercizio in Italia è da 28 mw, a Montalto).
 
Inflazione italiana al top da fine 2008 PDF Stampa E-mail
economia e finanza
Martedì 31 Agosto 2010 10:57
Si impenna l'inflazione a luglio registrando il rialzo più alto da dicembre 2008 con un impatto sui bilanci delle famiglie che rischia di essere pesante. Il mese scorso, secondo i dati Istat, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell'1,7%su base annua con un balzo significativo dall'1,3% di giugno. Una fiammata dovuta soprattutto ai rincari dei trasporti, mentre scendono gli alimentari. E le associazioni dei consumatori vanno all'attacco, paventando una stangata da oltre 500 euro annui per ogni famiglia
Dopo alcuni mesi di relativa stabilità, i prezzi sono tornati quindi a correre. Su base annua i rincari dei trasporti hanno toccato un +4,6%, accelerando rispetto al +3,7% di giugno. Si registrano impennate per i carburanti e lubrificanti (+10,6% tendenziale) con il prezzo della benzina verde a salito dell'8,9% annuo (+0,8% su base mensile) e quello del gasolio cresciuto del 13,2% (-0,3% congiunturale). In rialzo anche trasporti ferroviari (+9,6% su base annua, +0,1% congiunturale) e aerei (+8,2% tendenziale, +15,2% congiunturale). Crescono anche i pedaggi autostradali (+6,5% su base annua, +3,7% rispetto a giugno).
Se crescono i trasporti, diminuiscono alimentari e bevande analcoliche con una flessione dello 0,1% sia su base annua sia su base mensile. In particolare si registra una riduzione dei prezzi della frutta (-4,9% a livello tendenziale, -0,7% congiunturale).
Passando agli altri settori a luglio gli aumenti congiunturali più significativi sono stati registrati da abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,8%), servizi ricettivi e di ristorazione (+ 0,5%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli abbigliamento e calzature, servizi sanitari e spese per la salute, istruzione; in calo, invece, le comunicazioni (-0,1%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati per servizi (+3,4%) e istruzione (+2,5%); in calo comunicazioni (-1,3%).
Il balzo dell'inflazione, avvertono Adusbef e Federconsumatori «comporta ricadute di 510 euro annui per ogni famiglia ». Per le due associazioni si tratta di «un segnale di forte allarme», visto che «la crescita del tasso d'inflazione appare in piena contraddizione con gli indicatori della situazione economica del paese, tanto da destare forti dubbi circa la presenza di speculazioni, ancora più gravi e inaccettabili visto il disagio sempre più evidente delle famiglie ». Per questo urge «un blocco dei prezzi e delle tariffe, che peraltro dopo un 2009 già ricco di aumenti si prospettano a causa dei mancati trasferimenti agli enti locali forti lievitazioni in corso d'anno». Il Codacons chiede al governo di abbassare subito le accise su carburanti che continuano a salire, nonostante la discesa del greggio. Preoccupata è anche l'Adiconsum sia per i dati sul tasso d'inflazione sia per gli«aumenti a due cifre che rischiano di esserci nei settori dei servizi pubblici (acqua, rifiuti, trasporti, scuola) a seguito dei provvedimenti del governo ». Sulle tariffe, infatti, secondo l'associazione «si faranno sentire i tagli decisi dal governo nei confronti delle regioni e degli enti locali e che verranno trasferiti in parte sui consumatori con un aumento del costo dei servizi».
Marika Gervasio
Si impenna l'inflazione a luglio registrando il rialzo più alto da dicembre 2008 con un impatto sui bilanci delle famiglie che rischia di essere pesante. Il mese scorso, secondo i dati Istat, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell'1,7%su base annua con un balzo significativo dall'1,3% di giugno. Una fiammata dovuta soprattutto ai rincari dei trasporti, mentre scendono gli alimentari. E le associazioni dei consumatori vanno all'attacco, paventando una stangata da oltre 500 euro annui per ogni famiglia.
 
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