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L'industria delle acque minerali applaude all'arrivo delle alte temperature, che stanno risollevando le deboli vendite di maggio e giugno, ma applaude anche all'entrata in vigore del decreto del ministero della Salute che, per la prima volta in Italia, permetterà di utilizzare la plastica riciclata per produrre bottiglie per l'acqua minerale naturale. Dopo un divieto durato 37 anni, a partire da domani il Pet (polietilentereftalato) riciclato farà dunque ingresso nel settore alimentare ( anche se col limite del 50% a bottiglia, il restante dovrà provenire da Pet vergine), uniformando l'Italia agli altri paesi europei e imprimendo una svolta ecologica al settore delle acque minerali, spesso finito sotto accusa per la produzione di plastica (350mila tonnellate l'anno).
«Grazie a questa norma, che la nostra federazione ha sollecitato, immetteremo meno plastica sul mercato e daremo un contributo importante allo sviluppo sostenibile », annuncia Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua, l'associazione che riunisce le industrie che confezionano acque minerali. «Ora il problema per le aziende che producono bottiglie in plastica- aggiunge Fortuna- sarà trovare sul mercato il Pet riciclato, e trovarlo a un prezzo inferiore a quello del Pet vergine».
La strada dello sviluppo sostenibile è però ormai tracciata, al punto che Mineracqua sta pensando di realizzare un bilancio sociale e ambientale di categoria, certificato da una prestigiosa Università, che raggruppi i risultati raggiunti sul fronte del trasporto (il 15% dell'acqua minerale viaggia su ferrovia), del riciclo dell'acqua minerale utilizzata nel processo produttivo, della riduzione della plastica utilizzata.
«L'industria delle acque minerali ha investito molto in innovazione tecnologica - sottolinea Fortuna - e sta continuando a farlo anche in questa fase di crisi, perché la tecnologia non si ferma ». A fermarsi, nella prima parte dell'anno, sono stati invece i consumi, complice il calo di vendite nel canale retail, ma anche la contrazione di clienti registrata in ristoranti, catering e alberghi. Se per l'industria italiana delle acque minerali ( che fattura circa 2,3 miliardi l'anno e dà lavoro con l'indotto a più di 40mila persone) il primo semestre si è chiuso con una diminuzione di volumi vicina al 2%, influenzata in particolare dal clima rigido del mese di maggio,da fine giugno-con l'arrivo delle temperature estive- la ripresa sembra avviata. «Il fattore caldo può valere da tre a cinque punti su base annua - spiega Fortuna- e dunque ci può far recuperare molto, anche se la crisi si sta trascinando e le famiglie cercano di limare i consumi, compresi quelli dell'acqua».
La conseguenza, segnala Fortuna, è il proliferare di promozioni e sconti attuati soprattutto dalle marche, e dunque un mercato già affollato di 350 etichette- sempre più concorrenziale: nel 2009, anno di tenuta per il settore (+1% i volumi), il prezzo medio dell'acqua minerale in Italia è sceso da 20 a 19 centesimi al litro (contro 0,70 euro del Regno Unito e 0,47 della Germania). E quest'anno la redditività delle aziende (mediamente il 4% lordo) è destinata a contrarsi ancora.
In questo scenario l'Italia resta ai primi posti nel mondo per consumo di acqua minerale naturale (194 litri a testa, dietro a Messico e Emirati Arabi). «E abbiamo ancora margini di crescita - conclude Mineracqua - visto che il consumo pro-capite è attestato su mezzo litro di acqua al giorno».
Silvia Pieraccini
Nord-est
L'industria delle acque minerali applaude all'arrivo delle alte temperature, che stanno risollevando le deboli vendite di maggio e giugno, ma applaude anche all'entrata in vigore del decreto del ministero della Salute che, per la prima volta in Italia, permetterà di utilizzare la plastica riciclata per produrre bottiglie per l'acqua minerale naturale. Dopo un divieto durato 37 anni, a partire da domani il Pet (polietilentereftalato) riciclato farà dunque ingresso nel settore alimentare ( anche se col limite del 50% a bottiglia, il restante dovrà provenire da Pet vergine), uniformando l'Italia agli altri paesi europei e imprimendo una svolta ecologica al settore delle acque minerali, spesso finito sotto accusa per la produzione di plastica (350mila tonnellate l'anno).
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